
È questa una foto di uno dei padiglioni della Bit, Borsa Internazionale del Turismo che si è tenuta a Milano pochi giorni fa, dal 16 al 19 febbraio 2012.
In realtà la fiera appare sullo sfondo perchè occupa solo mezzo padiglione, a prova della difficoltà che sta vivendo.
Questa foto può rappresentare il simbolo della crisi della manifestazione con una forte diminuzione dei partecipanti e con un forte restringimento degli spazi medi occupati.
Più in generale si ha l'impressione che ormai le fiere turistiche concepite in modo tradizionale abbiano fatto il loro tempo sostituite da quella fiera continua che è il mondo on line, ove si può trovare di tutto, ove qualunque domanda può trovare la sua offerta e viceversa. Così come i social media ed i motori interattivi di ricerca sono il modo attuale di concepire il "passa parola!", da sempre lo strumento più rilevante di promozione del turismo.
Si è sviluppato un modo nuovo di fare fiera o le fiere tradizionali stanno ormai diventando uno strumento del passato?
In realtà la fiera del turismo è ogni giorno davanti ai nostri occhi, continua e continuamente mutevole, su qualsiasi computer e in qualsiasi ora del giorno e della notte; non conosce confini geografici ed orari.
Inoltre appare più evidente, in questo momento di crisi, che le fiere turistiche sono quasi esclusivamente outgoing e quasi mai incoming.
La Bit di Milano ha avuto per anni un grande successo perchè collocata nel più forte bacino di utenza esistente in Italia, nel Nord ovest. Questo l'hanno ben capito gli operatori esteri che hanno continuano a frequentarla, pur se vi sono state alcune importante defezioni degli enti nazionali (Francia, Gran Bretagna), è mancata anche di qualche regione come Sicilia, pur se c''erano le sue province, e Valle d'Aosta. Peraltro, per la prima volta, erano assenti anche tutte le grandi compagnie crocieristiche che prima occupavano grandi spazi; forse in base ad una sorta di accordo fra loro.
Alla Bit si raggiungono gli italiani che vogliono andare all'estero ed i loro intermediari ed in misura assai minore gli italiani che cercano vacanze nel nostro Paese; ancor meno i potenziali clienti esteri.
Diversi operatori pubblici, e anche privati, non hanno mai capito che la Bit è essenzialmente un fenomeno outgoing ed hanno fatto promozione per anni per un pubblico che non c'è.
Certo è molto triste vedere l'attuale stato dell'arte della manifestazione, per chi ha partecipato alla Bit fin dalle prime edizioni vedendo il grande entusiasmo che il primo direttore, Paolo Provasoli, sapeva trasmettere a tutti, quando il successo era ogni anno sempre maggiore di quello aspettato, a contrario di oggi con risultati sempre più negativi delle aspettative.
Cosa fare oggi?
Come aggiornare o riconvertire la Bit, come sostituirla? Cosa fare?
È vero oppure no che le istituzioni pensano di sostenere la manifestazione fino all'Expo di Milano, cioè per altri tre anni e che poi non si effettuerà più?
Certo i veri problemi del turismo sono altri, ma come è mutato il posizionamento della Bit nella strategia di promozione rappresenta un esempio di come cambiano il mercato.
Emilio Becheri
La XVIII edizione del Rapporto sul Turismo Italiano cade in un periodo molto particolare, sia a causa dell'aggravarsi di una crisi economica che la speculazione finanziaria ha reso ancor più drammatica, sia a causa delle evoluzioni che stanno interessando la governance di un settore chiamato a svolgere un ruolo strategico proprio di fronte alle difficoltà strutturali incontrate da molti altri comparti, cui tradizionalmente si legava la competitività del sistema paese. Il clima di grande incertezza e instabilità che si è venuto a creare in questi mesi ha naturalmente inciso sulle dinamiche dei flussi turistici (soprattutto quelle del traffico domestico), mettendo in discussione trend che sembravano abbastanza consolidati e consigliando un'accelerazione dei processi di riforma da tempo auspicati da parte di molti addetti ai lavori.
Questi aspetti hanno consigliato di rinviare di qualche mese la pubblicazione del Rapporto, tradizionalmente collocata a cavallo dell'estate, per cercare di cogliere gli elementi di novità che stavano maturando proprio nel corso dell'autunno: per un verso, infatti, si è preferito aspettare il consolidamento dei dati statistici relativi al 2011, che effettivamente hanno fatto segnare un netto miglioramento del quadro delle presenze rispetto alle prime stime (+3%, invece di -0,5%); per altro verso, è sembrato opportuno attendere che le scelte strategiche contenute nel Piano strategico nazionale sul turismo potessero prendere forma, così da poterne offrire una prima sintesi già in questa sede.
After more than twenty years of publication, starting with this first issue of 2012, New Turistica will no longer be published in Italian but in English. Our intention is to make this an international journal, not because we are following a trend, but to reach a wider audience of professionals and experts in the industry. Our aim is to increase our role and participation in the international debate and discussion on tourism.
Turistica was first published in 1991 among many doubts and difficulties. Since then, over the years, we have continued on without asking anyone's assistance. Funding has come only from subscriptions and some of our research and studies. It is our intent to manage this new international edition with the same determination and the same spirit. It is noteworthy that the quarterly is published in Florence, one of the most renowned and beautiful cities in the world: an international tourist destination for an international tourism journal.
This fist international issue is devoted to the Internet and multimedia. It includes reports on a conference organized by IFITT Italy (International Federation for Information Technology and Travel & Tourism), in Florence in December 2011 during the BTO (Buy Tourism Online). There is also an article discussing on-line marketing in the Sardinian hotel industry.
Il Rapporto sul Turismo Italiano, giunto alla diciassettesima edizione, propone alcune significative novità sia sul piano della struttura che su quello dei contenuti. Pur nel rispetto della continuità con una tradizione ormai ultraventennale, che rappresenta un punto di forza di una pubblicazione divenuta uno dei punti di riferimento per il settore, si è ritenuto opportuno procedere a tali innovazioni per garantire un ulteriore miglioramento nella fruibilità e nella validità scientifica del lavoro. A tal fine, alla Mercury, già da anni impegnata nella produzione del Rapporto, si affianca da quest'anno l'Istituto di Ricerche sulle Attività Terziarie (IRAT) del CNR, che mette a disposizione del progetto un sistema di competenze e di professionalità accumulato in anni di ricerche sviluppate su tematiche turistiche in ambito nazionale ed internazionale. Un primo elemento di novità è rappresentato dalla scelta di proporre una periodicità annuale, per venire incontro all'esigenza di offrire un aggiornamento più frequente delle informazioni su un settore dove i cambiamenti diventano sempre più veloci ed imprevedibili.