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Rapporto sul Turismo Italiano

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29/02/2012

QUANTO VIVRÀ ANCORA LA BIT?

Autore: Emilio Becheri

Area espositiva semivuota BIT 2012

 

 

 

È questa una foto di uno dei padiglioni della Bit, Borsa Internazionale del Turismo che si è tenuta a Milano pochi giorni fa, dal 16 al 19 febbraio 2012.

In realtà la fiera appare sullo sfondo perchè occupa solo mezzo padiglione, a prova della difficoltà che sta vivendo.

Questa foto può rappresentare il simbolo della crisi della manifestazione con una forte diminuzione dei partecipanti e con un forte restringimento degli spazi medi occupati.

Più in generale si ha l'impressione che ormai le fiere turistiche concepite in modo tradizionale abbiano fatto il loro tempo sostituite da quella fiera continua che è il mondo on line, ove si può trovare di tutto, ove qualunque domanda può trovare la sua offerta e viceversa. Così come i social media ed i motori interattivi di ricerca sono il modo attuale di concepire il "passa parola!", da sempre lo strumento più rilevante di promozione del turismo.

Si è sviluppato un modo nuovo di fare fiera o le fiere tradizionali stanno ormai diventando uno strumento del passato?

In realtà la fiera del turismo è ogni giorno davanti ai nostri occhi, continua e continuamente mutevole, su qualsiasi computer e in qualsiasi ora del giorno e della notte; non conosce confini geografici ed orari.

Inoltre appare più evidente, in questo momento di crisi, che le fiere turistiche sono quasi esclusivamente outgoing e quasi mai incoming.

La Bit di Milano ha avuto per anni un grande successo perchè collocata nel più forte bacino di utenza esistente in Italia, nel Nord ovest. Questo l'hanno ben capito gli operatori esteri che hanno continuano a frequentarla, pur se vi sono state alcune importante defezioni degli enti nazionali (Francia, Gran Bretagna), è mancata anche di qualche regione come Sicilia, pur se c''erano le sue province, e Valle d'Aosta. Peraltro, per la prima volta, erano assenti anche tutte le grandi compagnie crocieristiche che prima occupavano grandi spazi; forse in base ad una sorta di accordo fra loro.

Alla Bit si raggiungono gli italiani  che vogliono andare all'estero ed i loro intermediari ed in misura assai minore gli italiani che cercano vacanze nel nostro Paese; ancor meno i potenziali clienti esteri.

Diversi operatori pubblici, e anche privati, non hanno mai capito che la Bit è essenzialmente un fenomeno outgoing ed hanno fatto promozione per anni per un pubblico che non c'è.

Certo è molto triste vedere l'attuale stato dell'arte della manifestazione, per chi ha partecipato alla Bit fin dalle prime edizioni vedendo il grande entusiasmo che il primo direttore, Paolo Provasoli, sapeva trasmettere a tutti, quando il successo era ogni anno sempre maggiore di quello aspettato, a contrario di oggi con risultati sempre più negativi delle aspettative.

Cosa fare oggi?

Come aggiornare o riconvertire la Bit, come sostituirla? Cosa fare?

È vero oppure no che le istituzioni pensano di sostenere la manifestazione fino all'Expo di Milano, cioè per altri tre anni e che poi non si effettuerà più?

 

Certo i veri problemi del turismo sono altri, ma come è mutato il posizionamento della Bit nella strategia di promozione rappresenta un esempio di come cambiano il mercato.

 

Emilio Becheri

XX Rapporto sul Turismo

Il Rapporto sul Turismo Italiano, pubblicato da oltre trent'anni, costituisce il documento di economia e politica del turismo più continuo e di più lunga tradizione. Realizzato per la prima volta nel 1984 da un'idea di Piero Barucci ed Emilio Becheri, il Rapporto è stato - e continua a essere - un punto di riferimento per tutti gli addetti ai lavori grazie al contributo che offre allo sviluppo e al radicamento di una cultura del turismo in Italia. Nelle varie edizioni sono state proposte alcune categorie ormai divenute di uso comune, come il passaggio dalla concezione di turismo a quella di turismi, l'analisi delle spese regionali sul turismo, il paradosso del Mezzogiorno, la distinzione fra mercato reale e mercato immaginario, le valutazioni sulla competitività internazionale, la Sindrome di Hesse e quella dello zoo alla rovescia, la stima del turismo non rilevato delle abitazioni per vacanze, il concetto di turismo come mercato dei mercati, fino alla definizione di parametri econometrici riconosciuti e poi utilizzati da tutti, che testimoniano il ruolo prioritario del comparto turistico nell'economia nazionale. La XX edizione esce in un momento decisivo per lo sviluppo del settore. Mentre il mercato interno sembra presentare i primi segnali di ripresa, si accentua la concorrenza sul mercato globale, dove continuano ad aumentare i flussi provenienti dai paesi emergenti e le esigenze dei viaggiatori diventano sempre più articolate e sofisticate. L'Italia è, quindi, chiamata a defnire nuove strategie per valorizzare e rilanciare la propria competitività a fronte della pressione delle nuove destinazioni e delle politiche di attrazione messe in atto dai competitor tradizionali, anche nei confronti del turismo dei residenti. Il Rapporto offre una base conoscitiva molto ampia per comprendere le dinamiche del settore, che può essere utile per orientare le scelte dei policy maker ma anche le strategie dei tanti operatori che contribuiscono a comporre il mosaico del sistema di offerta di una destinazione nazionale. A tal fine, si propone un quadro molto ricco di dati, analisi, ricerche, studi di casi, che attraversano il comparto in lungo e in largo, cercando di cogliere le tendenze di lungo periodo ma anche i fenomeni emergenti che potrebbero dare vita a nuovi trend. Un'attenzione particolare viene riservata al ruolo fondamentale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che sta promuovendo un processo di pianificazione partecipata per la redazione di un Piano Strategico destinato a creare le premesse per valorizzare le straordinarie risorse del Paese, dove sia finalmente possibile attivare quelle sinergie fra cultura e territorio che rappresentano la chiave di lettura per il rilancio del settore.

 

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In uscita nei prossimi giorni


SOMMARIO
EDITORIALE                                         pag. 3
LABORATORIO

 

L'ospimobilità come sistema produttivo; prospettive per la programmazione urbana in Italia
Nicolò Costa                                          pag. 7

 

Dalla "sharing economy" alla "sharing tourism economy"
Gavino Maresu                                       pag.35

 

Alberghi, turismo e Real Estate. Scenari e tendenza del dopo EXPO
Emilio Valdameri                                    pag. 57

 

Tourism and territory: the case of Tuscany in the 2000's
Antonio Giusti, Laura Grassini           pag. 73

 

La condivisione delle strategie per il turismo sostenibile: Il caso di Monsummano terme
Lorenzo Gai, Elena Gori, Silvia Fissi pag. 95

 

Il movimento negli esercizi ricettivi della provincia di Pistoia 2013-2015
Elisabetta Ventisette                             pag. 119

 

Il turismo a Bisceglie. Il trend dell'ultimo decennio
Antonio Rana                                         pag. 159

 

Per un Piano strategico del turismo
Emilio Becheri                                       pag. 171

 

LIBRI                                                        pag. 175
AUTORI                                                   pag. 156


Direttore della Rivista: Emilio Becheri
Comitato scientifico: Piero Barucci (Presidente Onorario); Lorenzo Gai (Presidente, Univ. Firenze), Silvia Angeloni (Univ. Molise), Magda Antonioli (Univ. Bocconi Milano); Nicolò Costa (Univ. Tor Vergata, Roma); Paolo Costa (Univ. Venezia), Girolamo Cusimano (Univ. Palermo), Andrew Eaglen (Leeds Metropolitan University); Lorenzo Gai (Univ. Firenze); Antonio Giusti (Univ. Firenze); Jafar Jafari (Univ. Wisconsin-Stout); Andrea Machiavelli (Univ. Bergamo); Mara Manente (Ciset Venezia); Gavino Maresu (Univ. Genova); Alfonso Morvillo (IRAT-CNR); Maria Rosaria Napolitano (Univ. del Sannio); Harald Pechlaner (Univ. Cattolica Eichstaett-Ingolstadt; Eurac Research Bolzano).

 

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