Firenze - Palazzo Vecchio
Salone dei Cinquecento
27 Luglio 2011: ore 10.30-13.15
INVITO A PARTECIPARE ALLA PRESENTAZIONE
Il primo Rapporto sul Turismo Italiano fu presentato a Firenze nel 1984, presso l'Auditorium del giornale La Nazione. L'ideatore ed il fondatore fu Piero Barucci insieme a Lelio Lagorio, ex Sindaco di Firenze ed allora Ministro del Turismo. Fin da allora la funzione di coordinamento fu affidata a Emilio Becheri che cura anche l'edizione di quest'anno insieme a Giulio Maggiore.
Molta acqua è passata sotto i ponti: il Rapporto è giunto alla XVII edizione ed è ormai riconosciuto come un documento fondamentale per le politiche del turismo in Italia, avendo enucleato concetti, teorie e categorie che poi sono state recepite dal mondo degli esperti e da quello degli operatori, divenendo patrimonio comune, come il passaggio dalla concezione di turismo a quella dei turismi; la realizzazione di uno schema sull'evoluzione delle vacanze in Italia, aggiornato più volte; l'analisi delle spese regionali per il turismo; il paradosso della stagionalità del Mezzogiorno e quello dei beni culturali; lo scarso appeal di questa area non solo per gli stranieri, ma anche per gli italiani; le valutazioni sulla competitività internazionale; la sindrome di H. Hesse; la stima del posizionamento prioritario del comparto nell'economia nazionale; internet come nuova logica del mercato; la teoria del mercato reale e immaginario... e altre.
Nel suo genere l'opera è divenuta un modello di riferimento anche per altri Paesi che hanno realizzato documenti simili.
Il XVII Rapporto sul Turismo Italiano si è valso, per la prima volta della collaborazione dell'Irat (Istituto di Ricerche sulle Attività Terziarie) del CNR, accanto a quelle tradizionali dell'Istat, del Ciset, dell'Isnart-Unioncamere e della Banca d'Italia. Il volume si articola in cinque parti: Statistiche ed Economia; Imprese e Servizi; la competitività del Sistema Italia; Mercati, prodotti e competitività; Istituzioni e turismo.
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Il Rapporto contiene dati e informazioni del
Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo
(Presidenza del Consiglio dei Ministri)
Con la collaborazione di
ENIT - Agenzia nazionale del turismo
ISTAT - Istituto nazionale di statistica
ACI - Automobile Club d'Italia
BANCA D'ITALIA
CISET - Centro Internazionale di Studi sull'Economia Turistica
ISNART - Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche
L'ultimo numero del 2011 esce in un momento in cui si stanno verificando diversi cambi istituzionali che porteranno a nuove nomine governative e a nuove responsabilità.
Speriamo che il turismo continui a essere considerato un comparto chiave dell'economia nazionale così come si è cercato di fare da quando è stato riattivato il Ministro del Turismo, nonostante il grande impegno non abbia prodotto i risultati sperati all'esterno.
Dopo l'approvazione del nuovo Codice del turismo, che di fatto è la nuova legge quadro e rappresenta un riferimento essenziale per tutti gli attori del comparto, le questioni da affrontare sono molteplici; a partire dal più volte annunciato Piano Strategico Nazionale, già realizzato da alcuni Paesi concorrenti come la Spagna nonché da altri quali Dubai.
Peraltro si percepisce la preoccupazione di preservare l'identità nazionale, a fronte della netta prevalenza di abitanti che provengono da Paesi esteri, e la volontà di perseguire una maggiore coesione sociale.
Quando riusciremo a vedere in Italia un prospetto dell'economia del Paese con evidenziato come voce a parte il grande ruolo del turismo?
Al nuovo Governo italiano vogliamo suggerire di fare una grande attenzione al turismo perché ha un ruolo strategico nella nostra politica e nella nostra società, che va ben al di là di quanto appare nelle statistiche ufficiali nella nostra economia: il turismo è la più grande attività privata esistente in Italia, quella dalla quale le altre traggono il maggiore valore aggiunto.
Il Rapporto sul Turismo Italiano, giunto alla diciassettesima edizione, propone alcune significative novità sia sul piano della struttura che su quello dei contenuti. Pur nel rispetto della continuità con una tradizione ormai ultraventennale, che rappresenta un punto di forza di una pubblicazione divenuta uno dei punti di riferimento per il settore, si è ritenuto opportuno procedere a tali innovazioni per garantire un ulteriore miglioramento nella fruibilità e nella validità scientifica del lavoro. A tal fine, alla Mercury, già da anni impegnata nella produzione del Rapporto, si affianca da quest'anno l'Istituto di Ricerche sulle Attività Terziarie (IRAT) del CNR, che mette a disposizione del progetto un sistema di competenze e di professionalità accumulato in anni di ricerche sviluppate su tematiche turistiche in ambito nazionale ed internazionale. Un primo elemento di novità è rappresentato dalla scelta di proporre una periodicità annuale, per venire incontro all'esigenza di offrire un aggiornamento più frequente delle informazioni su un settore dove i cambiamenti diventano sempre più veloci ed imprevedibili.