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20/05/2011

Paolo Zona fuori dal CdA del Convention Bureau Nazionale

Tratto da: Federcongressi.it

Paolo Zona fuori dal CdA del Convention Bureau Nazionale: Federcongressi&eventi si dissocia dalle future iniziative dell'Ente

Mario Resca - A.D. Convention Bureau Nazionale

 

Il 12 maggio il Ministro Brambilla ha nominato Mario Resca Presidente del Convention Bureau Nazionale. La struttura, nata per promuovere e favorire lo sviluppo del settore congressuale italiano, è gestita per conto dell'ENIT da Promuovi Italia S.p.A.. Resca è, di fatto, l'ex Direttore Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero per i Beni e per le Attività Culturali. Nella stessa giornata sono stati nominati anche i membri del Consiglio Direttivo: Paolo Rubini, già Direttore Generale dell'Agenzia Italiana del Turismo, e Severino Lepore.

 

Tuttavia, a seguito di un cambiamento di statuto che ha ridotto da cinque a tre il numero dei consiglieri, Federcongressi&Eventi ha deciso di dissociarsi dalle future Paolo Zonainiziative dell'Ente: Paolo Zona, Presidente di Federcongressi&eventi, non farà più parte del CdA del Convention Bureau Nazionale, così come altri tre dei cinque membri che componevano il precedente Consiglio (Margherita Bozzano, Laura Colombo ed Eugenio Magnani).

«Il nuovo Presidente Mario Resca, l'Amministratore Delegato Paolo Rubini (già Direttore Generale di Enit e unico riconfermato dal vecchio CdA, ndr) e Rino Lepore, titolare dell'Harry's Bar di Roma, che sono i tre componenti del nuovo CdA» dichiara Zona, «sono tre persone rispettabilissime ma prive di specifica e continuativa esperienza nella meeting industry. Oltretutto, così composto, il CdA non accoglie in seno alcun rappresentante delle imprese del settore, ruolo che, di fatto, nel precedente consiglio ricoprivo io».

 

Federcongressi&eventi guarda invece con attenzione e interesse al progetto interregionale MICE Italia profilato nell'ambito dei progetti di eccellenza, per i quali lo Federcongressi&eventiStato ha da tempo stanziato risorse e dedicato allo sviluppo e alla qualificazione dell'offerta congressuale. "Al di là delle considerazioni tecniche", conclude Zona, "una struttura di governance come questa ha annullato di fatto le competenze dei Consiglieri d'Amministrazione, rischiando di ridurre drasticamente la trasparenza e la democraticità della gestione operativa, elementi che a mio parere sono essenziali in una società di interesse pubblico".

 

Da sottolineare, infine, che la scorsa settimana gli Onorevoli Rao e Scanderebech (Udc) hanno presentato un'interrogazione parlamentare alla Camera dei Deputati sull'argomento.

 

Turistica 4/2011

L'ultimo numero del 2011 esce in un momento in cui si stanno verificando diversi cambi istituzionali che porteranno a nuove nomine governative e a nuove responsabilità.
Speriamo che il turismo continui a essere considerato un comparto chiave dell'economia nazionale così come si è cercato di fare da quando è stato riattivato il Ministro del Turismo, nonostante il grande impegno non abbia prodotto i risultati sperati all'esterno.
Dopo l'approvazione del nuovo Codice del turismo, che di fatto è la nuova legge quadro e rappresenta un riferimento essenziale per tutti gli attori del comparto, le questioni da affrontare sono molteplici; a partire dal più volte annunciato Piano Strategico Nazionale, già realizzato da alcuni Paesi concorrenti come la Spagna nonché da altri quali Dubai.
Peraltro si percepisce la preoccupazione di preservare l'identità nazionale, a fronte della netta prevalenza di abitanti che provengono da Paesi esteri, e la volontà di perseguire una maggiore coesione sociale.
Quando riusciremo a vedere in Italia un prospetto dell'economia del Paese con evidenziato come voce a parte il grande ruolo del turismo?
Al nuovo Governo italiano vogliamo suggerire di fare una grande attenzione al turismo perché ha un ruolo strategico nella nostra politica e nella nostra società, che va ben al di là di quanto appare nelle statistiche ufficiali nella nostra economia: il turismo è la più grande attività privata esistente in Italia, quella dalla quale le altre traggono il maggiore valore aggiunto.

 

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Il Rapporto sul Turismo Italiano, giunto alla diciassettesima edizione, propone alcune significative novità sia sul piano della struttura che su quello dei contenuti. Pur nel rispetto della continuità con una tradizione ormai ultraventennale, che rappresenta un punto di forza di una pubblicazione divenuta uno dei punti di riferimento per il settore, si è ritenuto opportuno procedere a tali innovazioni per garantire un ulteriore miglioramento nella fruibilità e nella validità scientifica del lavoro. A tal fine, alla Mercury, già da anni impegnata nella produzione del Rapporto, si affianca da quest'anno l'Istituto di Ricerche sulle Attività Terziarie (IRAT) del CNR, che mette a disposizione del progetto un sistema di competenze e di professionalità accumulato in anni di ricerche sviluppate su tematiche turistiche in ambito nazionale ed internazionale. Un primo elemento di novità è rappresentato dalla scelta di proporre una periodicità annuale, per venire incontro all'esigenza di offrire un aggiornamento più frequente delle informazioni su un settore dove i cambiamenti diventano sempre più veloci ed imprevedibili.

 

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