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Rapporto sul Turismo Italiano

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22/03/2013

Le cittą "turisticamente pił sostenibili del 2012". Ne siamo sicuri?

Autore: Gavino Maresu

Chi l'avrebbe mai detto che Milano è il comune-capoluogo turisticamente "più sostenibile" del nostro Paese? Eppure è quanto emerge da una ricerca, presentata nel dicembre 2012 e condotta dall'Osservatorio Nazionale Spesa Pubblica e Turismo Sostenibile, promosso dall'Ente Bilaterale Nazionale del Turismo (EBNT) e dall'Istituto di Ricerche Economiche e Sociali (IRES) Nazionale, con la partecipazione dell'Unione Province Italiane (UPI) e della Provincia di Rimini. Trattandosi quindi di organismi importanti e soprattutto specializzati nello specifico ambito, la loro ricerca merita un approfondimento.
Città sostenibiliGiova premettere che la classifica sui Comuni più turisticamente sostenibili (Indice Globale di Turismo Sostenibile - IGTS) ha come parametro di riferimento quello del "Bilancio/Spesa pubblica locale" (spese e entrate da turismo, impegni e investimenti pro-capite nel turismo) e per costruirla sono stati presi in considerazione anche i seguenti ambiti:
- "Società e lavoro": specializzazione e densità di addetti al turismo, demografia, capacità ricettiva ed eco-ricettiva, presenze turistiche.
- "Ambiente": accessibilità, infrastrutture, rischio e qualità ambientale, attrattività naturalistica e storico-paesistica, grado di urbanizzazione, verde per abitante, paesaggio agricolo, rischio sismico e da incendi, certificazione Emas e Agenda 21.
- "Economia turistica": specializzazione turistica, dimensioni e densità delle imprese turistiche locali in relazione alla popolazione.
I quattro ambiti tematici sono stati indagati in base a 45 indicatori di sintesi (i cui principali sono stati appena citati) ed elaborati tenendo conto di matrici, variabili, medie, coefficienti, tipici della statistica metodologica applicata.
Suscita però perplessità la tesi che la sostenibilità del turismo sia direttamente proporzionale all'importanza degli investimenti che l'amministrazione pubblica vi dedica, al numero di imprese turistiche e dei relativi addetti oltre che alla consistenza del movimento turistico.
Si tratta di un concetto di sostenibilità ben diverso da come viene normalmente inteso, che invece si basa su parametri di qualità relativi all'ambiente (inquinamento atmosferico, acustico, da traffico), alla qualità della vita sociale (demografia, ecosistema, sicurezza, igiene urbana, microcriminalità, assistenza sanitaria, percezione del proprio benessere), alla qualità del clima ecc..
Tutti questi fattori e i relativi fenomeni ad essi collegati, anche se sono esogeni al turismo, agiscono come se fossero endogeni, condizionandone in qualche modo la sua sostenibilità: il turista infatti non è motivato a recarsi in una determinata località solo perché essa è dotata di un'efficiente e competitiva offerta turistico-ricettiva o perché la pubblica amministrazione investe adeguatamente nel settore. Le motivazioni sono invece legate al grado di interesse che suscitano le attività socio-economiche e culturali dell'area, all'attrattività e fruibilità del patrimonio naturale e culturale
Quella compilata dai ricercatori è quindi, secondo me, una classifica fuorviante in quanto non dimostra il grado di sostenibilità turistica ma una cosa ben diversa: il grado/tasso di turisticità delle località prese in esame, come si vedrà dagli approfondimenti.

XX Rapporto sul Turismo

Il Rapporto sul Turismo Italiano, pubblicato da oltre trent'anni, costituisce il documento di economia e politica del turismo più continuo e di più lunga tradizione. Realizzato per la prima volta nel 1984 da un'idea di Piero Barucci ed Emilio Becheri, il Rapporto è stato - e continua a essere - un punto di riferimento per tutti gli addetti ai lavori grazie al contributo che offre allo sviluppo e al radicamento di una cultura del turismo in Italia. Nelle varie edizioni sono state proposte alcune categorie ormai divenute di uso comune, come il passaggio dalla concezione di turismo a quella di turismi, l'analisi delle spese regionali sul turismo, il paradosso del Mezzogiorno, la distinzione fra mercato reale e mercato immaginario, le valutazioni sulla competitività internazionale, la Sindrome di Hesse e quella dello zoo alla rovescia, la stima del turismo non rilevato delle abitazioni per vacanze, il concetto di turismo come mercato dei mercati, fino alla definizione di parametri econometrici riconosciuti e poi utilizzati da tutti, che testimoniano il ruolo prioritario del comparto turistico nell'economia nazionale. La XX edizione esce in un momento decisivo per lo sviluppo del settore. Mentre il mercato interno sembra presentare i primi segnali di ripresa, si accentua la concorrenza sul mercato globale, dove continuano ad aumentare i flussi provenienti dai paesi emergenti e le esigenze dei viaggiatori diventano sempre più articolate e sofisticate. L'Italia è, quindi, chiamata a defnire nuove strategie per valorizzare e rilanciare la propria competitività a fronte della pressione delle nuove destinazioni e delle politiche di attrazione messe in atto dai competitor tradizionali, anche nei confronti del turismo dei residenti. Il Rapporto offre una base conoscitiva molto ampia per comprendere le dinamiche del settore, che può essere utile per orientare le scelte dei policy maker ma anche le strategie dei tanti operatori che contribuiscono a comporre il mosaico del sistema di offerta di una destinazione nazionale. A tal fine, si propone un quadro molto ricco di dati, analisi, ricerche, studi di casi, che attraversano il comparto in lungo e in largo, cercando di cogliere le tendenze di lungo periodo ma anche i fenomeni emergenti che potrebbero dare vita a nuovi trend. Un'attenzione particolare viene riservata al ruolo fondamentale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che sta promuovendo un processo di pianificazione partecipata per la redazione di un Piano Strategico destinato a creare le premesse per valorizzare le straordinarie risorse del Paese, dove sia finalmente possibile attivare quelle sinergie fra cultura e territorio che rappresentano la chiave di lettura per il rilancio del settore.

 

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Turistica 1/2 - 2016

In uscita nei prossimi giorni


SOMMARIO
EDITORIALE                                         pag. 3
LABORATORIO

 

L'ospimobilità come sistema produttivo; prospettive per la programmazione urbana in Italia
Nicolò Costa                                          pag. 7

 

Dalla "sharing economy" alla "sharing tourism economy"
Gavino Maresu                                       pag.35

 

Alberghi, turismo e Real Estate. Scenari e tendenza del dopo EXPO
Emilio Valdameri                                    pag. 57

 

Tourism and territory: the case of Tuscany in the 2000's
Antonio Giusti, Laura Grassini           pag. 73

 

La condivisione delle strategie per il turismo sostenibile: Il caso di Monsummano terme
Lorenzo Gai, Elena Gori, Silvia Fissi pag. 95

 

Il movimento negli esercizi ricettivi della provincia di Pistoia 2013-2015
Elisabetta Ventisette                             pag. 119

 

Il turismo a Bisceglie. Il trend dell'ultimo decennio
Antonio Rana                                         pag. 159

 

Per un Piano strategico del turismo
Emilio Becheri                                       pag. 171

 

LIBRI                                                        pag. 175
AUTORI                                                   pag. 156


Direttore della Rivista: Emilio Becheri
Comitato scientifico: Piero Barucci (Presidente Onorario); Lorenzo Gai (Presidente, Univ. Firenze), Silvia Angeloni (Univ. Molise), Magda Antonioli (Univ. Bocconi Milano); Nicolò Costa (Univ. Tor Vergata, Roma); Paolo Costa (Univ. Venezia), Girolamo Cusimano (Univ. Palermo), Andrew Eaglen (Leeds Metropolitan University); Lorenzo Gai (Univ. Firenze); Antonio Giusti (Univ. Firenze); Jafar Jafari (Univ. Wisconsin-Stout); Andrea Machiavelli (Univ. Bergamo); Mara Manente (Ciset Venezia); Gavino Maresu (Univ. Genova); Alfonso Morvillo (IRAT-CNR); Maria Rosaria Napolitano (Univ. del Sannio); Harald Pechlaner (Univ. Cattolica Eichstaett-Ingolstadt; Eurac Research Bolzano).

 

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