
Per il XVII Rapporto sul Turismo Italiano il turismo è il più importante comparto produttivo del Paese, ma nessuno se ne è accorto.
Il turismo è il più importante comparto produttivo dell'Italia ma i policy makers fanno fatica ad accorgersene.
È come parlare del gioco del calcio, tutti si sentono esperti ma quelli che lo sono veramente sono pochi. Così il turismo, tutti credono di conoscere il fenomeno perchè lo praticano, mentre in realtà lo subiscono senza conoscerlo.
Il XVII Rapporto turismo italiano pubblicato a fine Luglio 2011 e distribuito a settembre (FrancoAngeli) evidenzia che i circa 95 miliardi di spesa effettuata dai turisti hanno prodotto una ricchezza quantificabile in oltre 100 miliardi di euro, pari al 7,0% di tutto il valore aggiunto nazionale ed al 10,1% dei consumi interni, All'ottenimento di tali risultati hanno contribuito più di 3 milioni di unità di lavoro. Il sistema produttivo che ruota intorno al turismo ha retto meglio degli altri settori economici la crisi degli ultimi anni, mostrando una buona capacità di reazione.
La priva che è il settore produttivo leader è data dal fatto che il valore aggiunto turistico ormai vale quattro volte quello prodottosi nel comparto agricolo-alimentare e più di cinque volte la ricchezza generata dal settore della Moda.
Eppure i media parlano molto più di moda che di turismo.
Volendo stimare l'economia turistica allargata, la domanda turistica complessiva sale a quasi 171 miliardi di fatturato e genera oltre 181 miliardi di valore aggiunto, pari al 13,1% del totale.
Non va infine dimenticato il ruolo della bilancia turistica nel riequilibrare i conti con l'estero dell'Italia: l'entità degli introiti netti per il turismo (quasi 9 miliardi), infatti, compensa più che tutto il disavanzo agroalimentare, oppure copre oltre un terzo della bolletta petrolifera.
Insomma, il turismo è davvero il più importante comparto produttivo del Paese, ma nessuno, o quasi, se ne è ancora accorto.
Dieci effemeridi
La quota di presenze straniere rispetto al totale è in aumento: dal 41,4% del 2000 al 44,4% del 2010.
Fra le presenze straniere la quota maggiore è tedesca, con il 29,6%; seguono, a notevole distanza, Paesi Bassi (6,8%), Regno Unito (6,6%) e Francia (6,6%). La quota tedesca era 37,3% nel 2000.
Secondo l'Indagine della Banca d'Italia la spesa media pro capite dei turisti statunitensi corrisponde a 4,2 volte quella dei francesi. Quelli che spendono di più sono i Giapponesi (il 28% in più degli americani) e, in genere, i clienti asiatici.
L'Emilia Romagna, con il 14,0% delle presenze, è la regione più frequentata dal turismo domestico (dei residenti). Il Veneto è la regione più frequentata dai turisti esteri, quasi un quarto (22,5%) del totale delle presenze straniere. In tre regioni (Veneto, Trentino A.A. e Lazio) la metà (49,9%) delle presenze.
Solo il 12,9% la quota di presenze straniere in Italia che alloggia nel Mezzogiorno (Sud e Isole); 27,8% presenze straniere sul totale delle presenze nel Mezzogiorno, contro il 46,6% del C. Nord. Poco appeal anche per nazionali: solo il 17,4% dei residenti nelle regioni del Centro Nord fa vacanza al Sud.
La maggiore spesa turistica dell'anno 2010 si rileva in Emilia Romagna, con 10.686 milioni di euro correnti, per il 59,6% determinata dalla spesa dei residenti delle altre regioni, per 24,6% dalla spesa dei residenti nella stessa regione e per il 15,9% dalla componente estera.
Le imprese con valenza turistica corrispondono al 10,3% di tutte le imprese italiane (11,4% nel Nord Est; 9,2% nel Mezzogiorno (Sud e Isole).
La quota di presenze straniere nelle località balneari è del 32,5%, nelle città d'arte del 58,6%, nelle località lacuali del 74,8%
Spesa totale consolidata del Settore Pubblico per il turismo: nel periodo 2000-2009 sono stati spesi circa 1,4 miliardi di euro l'anno (a valori costanti 2000).
Nel Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 sono programmati interventi per la valorizzazione turistica pari a circa 5 miliardi di euro; ad inizio 2011 solo il 15% delle risorse sono state impegnate.
L'ultimo numero del 2011 esce in un momento in cui si stanno verificando diversi cambi istituzionali che porteranno a nuove nomine governative e a nuove responsabilità.
Speriamo che il turismo continui a essere considerato un comparto chiave dell'economia nazionale così come si è cercato di fare da quando è stato riattivato il Ministro del Turismo, nonostante il grande impegno non abbia prodotto i risultati sperati all'esterno.
Dopo l'approvazione del nuovo Codice del turismo, che di fatto è la nuova legge quadro e rappresenta un riferimento essenziale per tutti gli attori del comparto, le questioni da affrontare sono molteplici; a partire dal più volte annunciato Piano Strategico Nazionale, già realizzato da alcuni Paesi concorrenti come la Spagna nonché da altri quali Dubai.
Peraltro si percepisce la preoccupazione di preservare l'identità nazionale, a fronte della netta prevalenza di abitanti che provengono da Paesi esteri, e la volontà di perseguire una maggiore coesione sociale.
Quando riusciremo a vedere in Italia un prospetto dell'economia del Paese con evidenziato come voce a parte il grande ruolo del turismo?
Al nuovo Governo italiano vogliamo suggerire di fare una grande attenzione al turismo perché ha un ruolo strategico nella nostra politica e nella nostra società, che va ben al di là di quanto appare nelle statistiche ufficiali nella nostra economia: il turismo è la più grande attività privata esistente in Italia, quella dalla quale le altre traggono il maggiore valore aggiunto.
Il Rapporto sul Turismo Italiano, giunto alla diciassettesima edizione, propone alcune significative novità sia sul piano della struttura che su quello dei contenuti. Pur nel rispetto della continuità con una tradizione ormai ultraventennale, che rappresenta un punto di forza di una pubblicazione divenuta uno dei punti di riferimento per il settore, si è ritenuto opportuno procedere a tali innovazioni per garantire un ulteriore miglioramento nella fruibilità e nella validità scientifica del lavoro. A tal fine, alla Mercury, già da anni impegnata nella produzione del Rapporto, si affianca da quest'anno l'Istituto di Ricerche sulle Attività Terziarie (IRAT) del CNR, che mette a disposizione del progetto un sistema di competenze e di professionalità accumulato in anni di ricerche sviluppate su tematiche turistiche in ambito nazionale ed internazionale. Un primo elemento di novità è rappresentato dalla scelta di proporre una periodicità annuale, per venire incontro all'esigenza di offrire un aggiornamento più frequente delle informazioni su un settore dove i cambiamenti diventano sempre più veloci ed imprevedibili.