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Rapporto sul Turismo Italiano

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15/11/2015

ANCHE PER GLI AIRBNB L'IMPOSTA DI SOGGIORNO PER RIDURRE LA CONCORRENZA SLEALE

Autore: Emilio Becheri
Tratto da: About Hotels

ANCHE PER GLI AIRBNB L'IMPOSTA DI SOGGIORNO PER RIDURRE LA CONCORRENZA SLEALE

Nel corso degli anni la ricettività ha definito nove tipologie e forme introducendo condizioni innovative di competitività rispetto alla ricettività classica alberghiera, campeggistica e degli alloggi in affitto.

Gli anni ottanta sono stati quelli dello valorizzazione degli agriturismi, gli anni novanta quelli della nascita e dello sviluppo dei Bed & breakfast e, in misura minore, delle multiproprietà, gli anni duemila quelli delle forme oblique di ricettività come gli AirBnb.

All’inizio del loro diffondersi tutte le forme di ricettività sviluppatesi negli ultimi si sono imposte sul mercato prima restando a lungo sul confine che delimita la loro entrata con più diritti e meno doveri, cioè con meno vincoli amministrativi, legislativi e fiscali rispetto alle ricettività alberghiera già presentem, con più doveri e meno diritti.

Se nell’ultimo quarto di secolo, a partire dal 1990, prima gli agriturismi e poi B& B sono stati regolamentati, gli AirBnb stanno vivendo ora la loro fase di crescita e di marginalità sul confine di un mercato nel quale stanno entrando sempre di più, pur se molte spinte degli assetti e le ricettività già presenti tenderebbero a rifiutarli, senza riuscirvi.

La Community AirBnb (Airbedandbreakfast) è un portale nato nel 2008 a San Francisco, in California, per opera di tre cofondatori (Joe Gebbia, Brian Chesky, Nathan Blecharczyk); l’anno prima, dovendo far fronte a un aumento del loro affitto, i tre segnalano la disponibilità della loro abitazione attraverso un sito web e subito ospitano tre persone

Tramite un incubator tale idea vien trasformata in una impresa che permette ai proprietari di fittare la propria casa, o anche una sola stanza, anche per una sola notte.

L’affitto di un appartamento mentre i proprietari sono in vacanza o lo scambio di appartamenti per vacanza possono essere visti come ulteriori opzioni di AirBnb.

Secondo quanto indicato nel proprio sito oggi AirBnb è presente in 34.000 città ed in più di 190 Paesi del Mondo, con più di 1.500.000 possibilità di stanze o appartamenti ed è utilizzato da più di 40 milioni di viaggiatori leisure e business.

L’Italia è il terzo Paese al mondo dopo Usa  e Francia per disponibilità di AirBnb, con una disponibilità di circa 95.000 alloggi (100.000 entro la fine del 2015?), in continuo e rapido aumento (erano 79.000 un anno fa).

AirBnb si autopropone come “un portale affidabile in cui le persone possono pubblicare, scoprire e prenotare alloggi unici in tutto il mondo online o dal proprio cellulare o tablet”; gli slogan utilizzati sono “l’unica vera alternativa agli alberghi” e “non turisti ma viaggiatori”.

 

AirBnb è parte della sharing economy, cioè dell’economia condivisa che propone i propri utenti come community.

AirBnb si è imposta anche in quei Paesi che limitano il subaffitto degli appartamenti o di loro parti come in Germania, ove si richiede il consenso del proprietario, o in Francia dove è proibito il subaffitto di locali di meno di 9mquadri o di meno di 20 mcubi

La novità di questi ultimi mesi è che la Francia, ancora una volta prima dell’Italia, a partire dal 1 ottobre 2015 ha introdotto la tassa di soggiorno anche per gli airbnb, che quindi, come gli altri esercizi ricettivi, dovranno raccoglierla e versarla allo Stato, per un importo di 0,83 euro a notte.

Tale fatto da un lato rappresenta un piccolo limite all’espansione degli AirBnb, dall’altro il riconoscimento della loro legittimità ed il passaggio, in modo pieno e inequivocabile, dalla marginalità a dentro il mercato.

 

In attesa che venga realizzato questo passaggio in Italia gli AirBnb, che si autopropongono come l’unica vera alternativa agli alberghi, continuano a rappresentare una concorrenza sleale per le altre imprese ricettive.

 

 

XX Rapporto sul Turismo

Il Rapporto sul Turismo Italiano, pubblicato da oltre trent'anni, costituisce il documento di economia e politica del turismo più continuo e di più lunga tradizione. Realizzato per la prima volta nel 1984 da un'idea di Piero Barucci ed Emilio Becheri, il Rapporto è stato - e continua a essere - un punto di riferimento per tutti gli addetti ai lavori grazie al contributo che offre allo sviluppo e al radicamento di una cultura del turismo in Italia. Nelle varie edizioni sono state proposte alcune categorie ormai divenute di uso comune, come il passaggio dalla concezione di turismo a quella di turismi, l'analisi delle spese regionali sul turismo, il paradosso del Mezzogiorno, la distinzione fra mercato reale e mercato immaginario, le valutazioni sulla competitività internazionale, la Sindrome di Hesse e quella dello zoo alla rovescia, la stima del turismo non rilevato delle abitazioni per vacanze, il concetto di turismo come mercato dei mercati, fino alla definizione di parametri econometrici riconosciuti e poi utilizzati da tutti, che testimoniano il ruolo prioritario del comparto turistico nell'economia nazionale. La XX edizione esce in un momento decisivo per lo sviluppo del settore. Mentre il mercato interno sembra presentare i primi segnali di ripresa, si accentua la concorrenza sul mercato globale, dove continuano ad aumentare i flussi provenienti dai paesi emergenti e le esigenze dei viaggiatori diventano sempre più articolate e sofisticate. L'Italia è, quindi, chiamata a defnire nuove strategie per valorizzare e rilanciare la propria competitività a fronte della pressione delle nuove destinazioni e delle politiche di attrazione messe in atto dai competitor tradizionali, anche nei confronti del turismo dei residenti. Il Rapporto offre una base conoscitiva molto ampia per comprendere le dinamiche del settore, che può essere utile per orientare le scelte dei policy maker ma anche le strategie dei tanti operatori che contribuiscono a comporre il mosaico del sistema di offerta di una destinazione nazionale. A tal fine, si propone un quadro molto ricco di dati, analisi, ricerche, studi di casi, che attraversano il comparto in lungo e in largo, cercando di cogliere le tendenze di lungo periodo ma anche i fenomeni emergenti che potrebbero dare vita a nuovi trend. Un'attenzione particolare viene riservata al ruolo fondamentale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che sta promuovendo un processo di pianificazione partecipata per la redazione di un Piano Strategico destinato a creare le premesse per valorizzare le straordinarie risorse del Paese, dove sia finalmente possibile attivare quelle sinergie fra cultura e territorio che rappresentano la chiave di lettura per il rilancio del settore.

 

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Turistica 1/2 - 2016

In uscita nei prossimi giorni


SOMMARIO
EDITORIALE                                         pag. 3
LABORATORIO

 

L'ospimobilità come sistema produttivo; prospettive per la programmazione urbana in Italia
Nicolò Costa                                          pag. 7

 

Dalla "sharing economy" alla "sharing tourism economy"
Gavino Maresu                                       pag.35

 

Alberghi, turismo e Real Estate. Scenari e tendenza del dopo EXPO
Emilio Valdameri                                    pag. 57

 

Tourism and territory: the case of Tuscany in the 2000's
Antonio Giusti, Laura Grassini           pag. 73

 

La condivisione delle strategie per il turismo sostenibile: Il caso di Monsummano terme
Lorenzo Gai, Elena Gori, Silvia Fissi pag. 95

 

Il movimento negli esercizi ricettivi della provincia di Pistoia 2013-2015
Elisabetta Ventisette                             pag. 119

 

Il turismo a Bisceglie. Il trend dell'ultimo decennio
Antonio Rana                                         pag. 159

 

Per un Piano strategico del turismo
Emilio Becheri                                       pag. 171

 

LIBRI                                                        pag. 175
AUTORI                                                   pag. 156


Direttore della Rivista: Emilio Becheri
Comitato scientifico: Piero Barucci (Presidente Onorario); Lorenzo Gai (Presidente, Univ. Firenze), Silvia Angeloni (Univ. Molise), Magda Antonioli (Univ. Bocconi Milano); Nicolò Costa (Univ. Tor Vergata, Roma); Paolo Costa (Univ. Venezia), Girolamo Cusimano (Univ. Palermo), Andrew Eaglen (Leeds Metropolitan University); Lorenzo Gai (Univ. Firenze); Antonio Giusti (Univ. Firenze); Jafar Jafari (Univ. Wisconsin-Stout); Andrea Machiavelli (Univ. Bergamo); Mara Manente (Ciset Venezia); Gavino Maresu (Univ. Genova); Alfonso Morvillo (IRAT-CNR); Maria Rosaria Napolitano (Univ. del Sannio); Harald Pechlaner (Univ. Cattolica Eichstaett-Ingolstadt; Eurac Research Bolzano).

 

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