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Rapporto sul Turismo Italiano

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L’Osservatorio di Turistica

Luglio 2016
EFFETTI DEL TERRORISMO JIHADISTA SUI FLUSSI TURISTICI


Gli attentati jihadisti degli ultimi mesi hanno sicuramente effetti su movimento turistico perché la geografia delle destinazioni turistiche è ridefinita in termini di sicurezza e di affidabilità.

Alcuni esperti hanno già scritto pamphlet a proposito; si rimanda in particolare ad un volume di Nicolò Costa, uno dei maggiori sociologi del tempo libero, uscito a marzo di quest’anno (2016), Turismo e terrorismo jihadista, con un sottotitolo significativo “i valori liberali della vita mobile ed i nuovi nemici della società aperta”.

In tale volume si afferma che “gli attentanti terroristici generano effetti topofobici di lunga durata”, rendendo repulsive le destinazioni, soprattutto quando sono coinvolti i turisti internazionali.

La ricostruzione topofilica della stessa destinazione è difficile e mai immediata.

Se questo è vero è anche vero che l’aver colpito diverse città di diversi Paesi immette nella psicologia collettiva un paradigma generalizzato di incertezza, con punte diversificate ed una maggiore o minore intensità per alcune destinazioni rispetto ad altre.

In tale contesto la destinazione Italia appare da tempo come la più sicura dell’area mediterranea, insieme alla Spagna.

Più di trent’anni fa dopo il sequestro della nave da crociere Achille Lauro (1985) da parte di un gruppo di terroristi palestinesi fummo incaricati di fare una breve ricerca sulla percezione dei problemi di sicurezza da parte dei turisti internazionali.

La ricerca rivelò che l’Italia appariva, nonostante il sequestro, uno dei Paesi più sicuri dell’area mediterranea: la Grecia era in fase di forte sviluppo ma risentiva ancora degli ex regimi dei colonnelli; la Spagna postfranchista aveva problemi di affidabilità come la Francia delle immigrazioni e poi delle banlieue. Anche la ex Jugoslavia ed i paesi balcanici erano alle prese con continue crisi politiche, così come, e di più, alcuni paesi della Riva Sud del Mediterraneo.

Sembra opportuno precisare che le Canarie identificano gran parte dei flussi turistici in Spagna, classificati come della Riva Nord, pur se da un punto di vista geofisico  fanno parte della Riva Sud.

Il buon posizionamento dell’Italia rispetto ai problemi

di sicurezza è sempre stato una costante; al momento, si è rafforzato a seguito degli attentati jihadisti che hanno riguardato i principali paesi concorrenti, segnatamente, Francia e Spagna per la Riva Nord, l’Egitto e la Tunisia per la Riva Sud.

Naturalmente sulla destinazione dei flussi incidono anche le turbolenze politiche ed economiche: in particolare nel 2016, hanno allontanato i russi dall’Italia e da altre destinazioni mediterranee.

Nel 2014 e 2016 abbiamo redatto il Rapporto sull’outgoing degli italiani evidenziando che la crisi della destinazione Egitto aveva favorito, nel 2015 e ad inizio del 2016, la ripresa di Cuba ed un maggiore sviluppo delle altre destinazioni caraibiche.

La riscoperta di Cuba da parte dei residenti in Italia è stata favorita anche dal mantra promozionale con cui si proclamava che con l’avvento degli americani sarebbero sparite le tradizioni autentiche dell’Isola.

A metà 2016 la propensione verso Cuba sembra nuovamente rallentata.

Una valutazione dei cambiamenti può essere effettuata considerando l’andamento del turismo nel suo complesso e con riferimento ai singoli paesi.

Gli effetti sono sicuramente diversi a seconda della località colpita; generalmente reggono di più le destinazioni caratterizzate da attrazioni storico e culturale rispetto a quelle monotematiche ludiche, come è anche il caso di Nizza o di Madrid, rispetto all’Egitto e a Sharm el Sheikh.

Vi sono tuttavia effetti generali e generalizzanti.

Il primo controeffetto è che i turisti tendono a restare di più all’interno del proprio paese di residenza, determinando, quindi, un aumento della clientela domestica, come si è verificato in Italia nel 2015 e si verificherà anche nel 2016.

Secondo i dati dell’ultimo Rapporto sul turismo italiano, presentato a fine giugno 2016, nel 2015 le presenze dei residenti in Italia sono tornate ad aumentare del +1,8% mentre nel 2014 erano diminuite del –0,5% e nel 2013, rispetto all’anno precedente, del -4,1%

Le presenze degli italiani all’estero nel 2015 sono più di un terzo (34,1%) del movimento totale dei residenti (in Italia e all’estero).


 

LA MATRICE DEL TURISMO: PRESENZE IN ITALIA E DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO. Anni 2015 e 2016

 

   

2  0  1  5

     
 

In Italia

 

All'estero

 

Totali

 
 

Val assoluti

Var, %

Val assoluti

Var, %

Val assoluto

Var, %

Italiani

194.399

1,8

100.506

0,8

294.904

1,40%

Stranieri

190.563

2,0

       

Totale

384.962

1,9

       
     

2  0  1  6

     

Italiani

     198.834

2,3

101.282

0,8

      300.116

1,8

Stranieri

     195.367

2,5

       

Totale

     394.201

2,4

       

Fonte: Istat e nostre stime per l’outgoing e per il 2016

Il turismo degli italiani: domestico e all’estero


Nel 2015, il movimento dei residenti in Italia è stato complessivamente di 294,9 milioni di presenze (pernottamenti): 100,5 milioni all’estero (34,1%) e 194,4 milioni (65,9%) in Italia.

Il movimento all’estero dei residenti in Italia per circa la metà si dirige in cinque Paesi, con Francia e Spagna che si alternano al primo posto come scelta preferenziale e poi Regno Unito; Germania (per il movimento d’affari) e Croazia.

Nel 2013 rispetto all’anno precedente le presenze di residenti in Italia sono diminuite del -2,2%, nel 2014 sono aumentate dello 0,2% e nel 2015 sono aumentate dello 0,8%.

Si prevede che nel 2016, anche per effetto dei problemi di sicurezza, le presenze domestiche aumentino ulteriormente del 2,0-2,5%, mentre quelle all’estero saranno poco più che stazionarie intorno ai 101 milioni.

Da notare che il turismo domestico è stato in profonda crisi dal 2009 al 2014, passando, in cinque anni da 211,3 milioni di presenze ad inizio del periodo a 191,0 milioni alla fine, con una diminuzione del -9,6% ad un tasso medio annuo del -2,0%. 

L’inversione del trend degli ultimi due anni, in un mercato maturo e profondamente cambiato, sembra dovuta proprio alla maggiore affidabilità che il cliente sente per le destinazioni del proprio Paese.

In generale, per tutti i paesi grandi emettitori di flussi si verificherà un maggiore contenimento di presenze all’interno dei confini nazionali, ma anche una redistribuzione di quelle all’estero che, al momento, vede la destinazione Italia in un posizionamento preferenziale.

Come riportato nel XX Rapporto sul turismo italiano, l’andamento del turismo dei residenti in Italia con riferimento a due destinazioni cult quali Egitto e Cuba prova i cambiamenti di tendenza in atto.


Arrivi complessivi alle frontiere e arrivi di residenti in Italia nel periodo 2007-2015. 2007=100

    EGITTO                                                               CUBA

Fonte: XX Rapporto sul turismo italiano, Rogiosi editore, Napoli; Giugno 2016


Per l’Egitto il movimento dei nazionali all’estero segue il generale trend negativo a partire dall’anno di massimo 2010; per Cuba la disaffezione degli italiani prima della nuova impennata dell’anno 2015, solo in parte confermata nel corso anche nel 2016, è avvenuto in presenza di un generale maggior appeal della destinazione.

Dopo l’anno di crisi del 2001, l’Egitto aveva visto un rapido e continuo sviluppo della propria domanda raggiungendo i 14,731 milioni di arrivi alle frontiere nel 2010 con un aumento eccezionale ad un tasso medio annuo del 13,7%.

Nel periodo 2002-2010 il flusso degli italiani è cresciuto del 92,5% ad un tasso ,medio annuo del 7,5%, rilevante anche se inferiore a quello medio del Paese.

Gli attentati del 2011 e quelli successivi hanno provocato una drastica riduzione del movimento dei turisti che l’anno successivo sono diminuiti del 33,2%; quelli italiani sono diminuiti di più della metà, del -51,5%.

Nel caso di Cuba si è verificato un grande sviluppo, con un aumento degli arrivi di turisti internazionali del 42,5% dal 2007 al 2015, ad un tasso medio annuo  del 4,5%.

Contemporaneamente ha vissuto una grande perdita di appeal per il mercato degli italiani; nell’anno 2000 i residenti in Italia identificavano il 9,9% del mercato degli stranieri dell’Isola, nel 2007 solo il 6,2% e nel 2014 il 3,1%.

Nel sessennio 2007-2013 le presenze dei nazionali a Cuba sono diminuite del -31,5%, ad un tasso medio annuo del -6,1%.

Nel 2015 la destinazione Cuba, come si è visto, è stata in forte ripresa per il mercato italiano.



Il turismo internazionale


Per quanto riguarda le presenze estere in Italia si verificherà un aumento di circa il 2,5% un po’ superiore all’anno precedente, quando è stato del 2,0%; tale aumento è in linea con una tendenza positiva che caratterizza la destinazione Italia con un incremento di presenze straniere che nei sei anni, dal 2009 al 2015, è stato del 19,5% ad un tasso medio annuo del 3,0% non riscontrabile in nessuno degli altri comparti produttivi non strumentali del Bel Paese. Nel 2016 i pernottamenti dei clienti esteri saranno circa 36 milioni in più rispetto a quelli dell’anno 2009.

L’aumento del 2016 sarà l’effetto di un andamento maggiormente positivo del movimento turistico da paesi di lunga tradizione come Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi e delle provenienze dagli USA. Inoltre, in particolare, stanno aumentando anche le provenienze dai paesi dell’Asia, segnatamente India, Thailandia e Cina, mentre è in atto un andamento negativo delle provenienze dalla Russia, dal Brasile e dagli altri Paesi del Sud America.

Brexit non avrà alcun effetto immediato sui flussi verso e dall’Italia degli abitanti del Regno Unito.

I paesi asiatici ricordati sono le nuove potenze economiche che determineranno nuovi flussi incoming ed outgoing. Ne è un esempio il caso della Thailandia, con i clienti provenienti da tale paese in forte aumento ma anche con una sempre maggiore propensione dei residenti in Italia a recarsi in Thailandia.

Ovviamente vi è la consapevolezza che certi andamenti possono cambiare per la presenza di fatti esogeni.



Il turismo domestico e quello degli stranieri in Italia: 2007-2015

 

Fonte: Come cambiano le vacanze. Secondo rapporto sull’outgoing degli italiani. Milano, 2016.

I trend del turismo

 

 

Fonte: Come cambiano le vacanze. Secondo rapporto sull’outgoing degli italiani. Milano, 2016.

 

 

Fonte: Come cambiano le vacanze. Secondo rapporto sull’outgoing degli italiani. Milano, 2016.

 

Riflessione finale


Vi è la consapevolezza che le osservazioni finora fatte sono prevalentemente di tipo congiunturale.

Siamo nella società delle reti e delle connessioni, di fronte ad una paura generalizzata perché i foreign fighters possono essere ovunque ed ogni luogo può essere pericoloso anche se non vi è successo ancora niente.

 

Come dice Nicolò Costa l’impatto del terrorismo è di tipo strutturale e deve essere visto secondo l’ottica e la logica del villaggio globale a fronte di una insicurezza generalizzata sul viaggio e sulle vite mobili; l’impatto è sulla vita normale di tutti i giorni, ma in particolare sul legame fra ospitalità e mobilità e, quindi, come conseguenza anche sul turismo.

 



Turistica, Italian journal of tourism, è una rivista scientifica trimestrale attiva dal 1992. 

Turismo e terrorismo jihadista

SISTUR VIII
12/11/2016

SISTUR VIII

SISTUR VIII - Riunione scientifica San Marino. 17-18 novembre 2016
TuRiStIcA Anno XXV - Nr. 3 luglio-settembre 2016
12/11/2016

TuRiStIcA Anno XXV - Nr. 3 luglio-settembre 2016

Italian Journal of Tourism

Trimestrale di Economia, Management, Marketing
dedicato al Turismo, Beni Cultrali, Tempo libero, Risorse e pianificazione territoriale, Benessere Termale

Information Communication Technology
TuRiStIcA Anno XXV - Nr.1 Gennaio-Giugno 2016
09/07/2016

TuRiStIcA Anno XXV - Nr.1 Gennaio-Giugno 2016

Italian Journal of Tourism

Trimestrale di Economia, Management, Marketing
dedicato al Turismo, Beni Cultrali, Tempo libero, Risorse e pianificazione territoriale, Benessere Termale

Information Communication Technology
18/02/2016

Come cambiano le preferenze. II rapporto sull'outgoing in Italia

Autore: Emilio Becheri - Giada Cirrincione
Tratto da: Ricerca autonoma
Emilio Becheri - Giada Cirrincione

Dopo il primo, presentato a Milano il 17 Luglio 2014, è questo il secondo rapporto sull'outgoing, sui viaggi degli italiani all'estero e, anche, nel proprio Paese.
I dati presentati fanno riferimento ad alcuni valori assoluti di base dell'Istat raccolti presso gli esercizi ricettivi; è stata una scelta voluta perché generalmente quando si tratta di stime e previsioni viene fatto riferimento solo ai valori relativi, cioè alle percentuali alle quote, senza dare un'idea della dimensione del fenomeno.
Si è pienamente consapevoli che il movimento turistico attivato in ed out è almeno il doppio di quanto appare dalle statistiche ufficiali Istat relativi alle strutture ricettive ma abbiamo cercato un punto fermo affidabile
15/11/2015

ANCHE PER GLI AIRBNB L'IMPOSTA DI SOGGIORNO PER RIDURRE LA CONCORRENZA SLEALE

Autore: Emilio Becheri
Tratto da: About Hotels
La Francia, prima dell’Italia, a partire dal 1 ottobre 2015 ha introdotto la tassa di soggiorno anche per gli airbnb, che quindi, come gli altri esercizi ricettivi, dovranno raccoglierla e versarla allo Stato, per un importo di 0,83 euro a notte.
Anche in Italia è necessario introdurre detta imposta per ridurre la concorrenza sleale che sul piano fiscale oggi esiste rispetto alle altre tipologie ricettive. Senza un simile provvedimento si è in presenza di una concorrenza sleale legalizzata.
15/11/2015

LA FINE DELLA PARITY RATE IGNORATA DAI MEDIA

Autore: Emilio Becheri
Tratto da: About Hotels
La PARITY RATE, era la clausola che vincolava, sia on line che off line, gli alberghi a non offrire le proprie strutture a prezzi più bassi e condizioni migliori rispetto a quelle pubblicate sui portali di prenotazione delle agenzie di viaggio on line.
Con l'abolizione di tale regola si hanno grandi effetti sul sistema della ricettività e il mercato appare più libero!
L'Expo di Milano serve o non serve?
24/07/2015

L'Expo di Milano serve o non serve?

Autore: Emilio Becheri
Mi sono fatto questa domanda quando la mattina del 27 maggio sono andato a visitare una decina di padiglioni dell'Expo con un atteggiamento diffidente accentuato dal fatto che prima sono passato dalla contigua Fiera di Milano, con padiglioni completamente vuoti perché non ospitavano alcun evento.
Il contrasto mi ha fatto riflettere e mi sono chiesto che senso può avere oggi una esposizione universale nel momento in cui tutte le manifestazioni fieristiche stanno attraversando un periodo di crisi?
Non ho trovato più alcun legame con le grandi esposizioni universali del passato che sono state davvero grandi ed efficaci fino agli anni trenta del secolo scorso, volte a presentare le innovazioni e i prodotti industriali, tant'è che spesso venivano replicate a livello locale, come prova un bel libro di Silvia Mauro (L'incanto malefico, Settegiorni editore, 2015) sulla esposizione universale di Pistoia del 1899.
Le esposizioni universali di oggi, quando è sempre possibile mostrare in tempo reale qualsiasi attività via internet, non hanno più la forza di un tempo allorché si identificavano con lo scambio di innovazioni e di esperienze. Ne sono ben consapevoli anche gli organizzatori dell'Expo di Milano quando affermano che tali eventi non sono più una vetrina industriale ma "una tappa del percorso culturale di crescita e di cambiamento che valorizza l'interazione fra i popoli nel rispetto del Pianeta".
Chi scrive ò stato l'unico a dire, fin dal 1988, che i mondiali di calcio in Italia del 1990 non avrebbero portato un turista in più rispetto all'anno precedente, come poi avvenne, nonostante il Censis, l'Università Bocconi e altri enti di ricerca facessero stime di forte crescita dei flussi di clienti. L'avevo scoperto in un modo molto semplice; ero andato a vedere cosa era accaduto in occasione dei mondiali di gioco del calcio 1982 in Spagna, ove, per l'occasione, si era verificata una diminuzione di turisti.
Ho la sensazione che per l'Expo di Milano si verificherà lo stesso effetto, anche se sarà meno leggibile perché il turismo internazionale in Italia segue già un trend di forte sviluppo e per la presenza di molti visitatori giornalieri
Durante la mia visita ho visto moltissime scolaresche ma pochi altri clienti!
Del resto cosa può spingere un cliente ad andare all'Expo di Milano per comprare qualcosa o trovare novità?
Gli stand e le strutture presenti mi sembra che si propongano solo come promozione turistica dei Paesi che con i quali si identificano, partendo, ma solo nei casi migliori, dal cibo locale.
Per il resto si è in presenza solo di spot che avrebbero potuto essere realizzati altrove ovunque, avendo come target una popolazione generica.
Ho la percezione che l'Expo di Milano sia stata voluta più dalle istituzioni che dagli operatori e che si sia creato un grande sistema spinto solo dalle istituzioni, magari anche con la Carta di Milano sul cibo, ma con poco interesse per gli operatori
Gli operatori della ricettività, infatti, sono molto scettici sui possibili incrementi dei flussi derivanti dall'Expo perché sono ben consapevoli che non vi è una rispondenza automatica fra chi entra nei padiglioni e chi pernotta in un esercizio ricettivo.
Qualcuno, peraltro, dovrà ben valutare i due diversi flussi dei turisti e dei visitatori escursionisti!?
Resta una sensazione strana e quasi di impotenza provata di fronte all'asfittico Albero della vita, il simbolo dell'Expo di Milano, messo a confronto con la Torre Eiffel dell'Esposizione Universale di Parigi del 1889.
EVENTO CONCLUSIVO - I-NEW New Job Opportunities for Inactive Women in Tourism Sector
23/09/2014

EVENTO CONCLUSIVO - I-NEW New Job Opportunities for Inactive Women in Tourism Sector

COMUNICATO STAMPA - EVENTO CONCLUSIVO
NUOVE OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER LE “DONNE INATTIVE” GRAZIE AL PROGETTO EUROPEO “I-NEW”

I-NEW New Job Opportunities for Inactive Women in Tourism Sector
24/06/2014

I-NEW New Job Opportunities for Inactive Women in Tourism Sector

NUOVE OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER LE “DONNE INATTIVE” GRAZIE AL PROGETTO EUROPEO “I-NEW”
Il progetto I-NEW è arrivato alla sua fase finale. A breve saranno pronti sul sito del progetto www.inew-eu.net i corsi di formazione professionale e-learning, destinati alle donne inattive europee che vogliono intraprendere una carriera nel settore del turismo.
*SAVE THE DATE* Presentazione del XIX Rapporto sul Turismo Italiano
28/04/2014

*SAVE THE DATE* Presentazione del XIX Rapporto sul Turismo Italiano

Con l'augurio di fare cosa gradita, rendiamo noto l'evento della presentazione del XIX Rapporto sul Turismo Italiano, in data 30 aprile alle ore 9,30 presso l'Auditorium dell'Acquario di Genova in occasione della seconda edizione del Festival Viaggiandoilmondo.

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XX Rapporto sul Turismo

Il Rapporto sul Turismo Italiano, pubblicato da oltre trent'anni, costituisce il documento di economia e politica del turismo più continuo e di più lunga tradizione. Realizzato per la prima volta nel 1984 da un'idea di Piero Barucci ed Emilio Becheri, il Rapporto è stato - e continua a essere - un punto di riferimento per tutti gli addetti ai lavori grazie al contributo che offre allo sviluppo e al radicamento di una cultura del turismo in Italia. Nelle varie edizioni sono state proposte alcune categorie ormai divenute di uso comune, come il passaggio dalla concezione di turismo a quella di turismi, l'analisi delle spese regionali sul turismo, il paradosso del Mezzogiorno, la distinzione fra mercato reale e mercato immaginario, le valutazioni sulla competitività internazionale, la Sindrome di Hesse e quella dello zoo alla rovescia, la stima del turismo non rilevato delle abitazioni per vacanze, il concetto di turismo come mercato dei mercati, fino alla definizione di parametri econometrici riconosciuti e poi utilizzati da tutti, che testimoniano il ruolo prioritario del comparto turistico nell'economia nazionale. La XX edizione esce in un momento decisivo per lo sviluppo del settore. Mentre il mercato interno sembra presentare i primi segnali di ripresa, si accentua la concorrenza sul mercato globale, dove continuano ad aumentare i flussi provenienti dai paesi emergenti e le esigenze dei viaggiatori diventano sempre più articolate e sofisticate. L'Italia è, quindi, chiamata a defnire nuove strategie per valorizzare e rilanciare la propria competitività a fronte della pressione delle nuove destinazioni e delle politiche di attrazione messe in atto dai competitor tradizionali, anche nei confronti del turismo dei residenti. Il Rapporto offre una base conoscitiva molto ampia per comprendere le dinamiche del settore, che può essere utile per orientare le scelte dei policy maker ma anche le strategie dei tanti operatori che contribuiscono a comporre il mosaico del sistema di offerta di una destinazione nazionale. A tal fine, si propone un quadro molto ricco di dati, analisi, ricerche, studi di casi, che attraversano il comparto in lungo e in largo, cercando di cogliere le tendenze di lungo periodo ma anche i fenomeni emergenti che potrebbero dare vita a nuovi trend. Un'attenzione particolare viene riservata al ruolo fondamentale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che sta promuovendo un processo di pianificazione partecipata per la redazione di un Piano Strategico destinato a creare le premesse per valorizzare le straordinarie risorse del Paese, dove sia finalmente possibile attivare quelle sinergie fra cultura e territorio che rappresentano la chiave di lettura per il rilancio del settore.

 

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Turistica 1/2 - 2016

In uscita nei prossimi giorni


SOMMARIO
EDITORIALE                                         pag. 3
LABORATORIO

 

L'ospimobilità come sistema produttivo; prospettive per la programmazione urbana in Italia
Nicolò Costa                                          pag. 7

 

Dalla "sharing economy" alla "sharing tourism economy"
Gavino Maresu                                       pag.35

 

Alberghi, turismo e Real Estate. Scenari e tendenza del dopo EXPO
Emilio Valdameri                                    pag. 57

 

Tourism and territory: the case of Tuscany in the 2000's
Antonio Giusti, Laura Grassini           pag. 73

 

La condivisione delle strategie per il turismo sostenibile: Il caso di Monsummano terme
Lorenzo Gai, Elena Gori, Silvia Fissi pag. 95

 

Il movimento negli esercizi ricettivi della provincia di Pistoia 2013-2015
Elisabetta Ventisette                             pag. 119

 

Il turismo a Bisceglie. Il trend dell'ultimo decennio
Antonio Rana                                         pag. 159

 

Per un Piano strategico del turismo
Emilio Becheri                                       pag. 171

 

LIBRI                                                        pag. 175
AUTORI                                                   pag. 156


Direttore della Rivista: Emilio Becheri
Comitato scientifico: Piero Barucci (Presidente Onorario); Lorenzo Gai (Presidente, Univ. Firenze), Silvia Angeloni (Univ. Molise), Magda Antonioli (Univ. Bocconi Milano); Nicolò Costa (Univ. Tor Vergata, Roma); Paolo Costa (Univ. Venezia), Girolamo Cusimano (Univ. Palermo), Andrew Eaglen (Leeds Metropolitan University); Lorenzo Gai (Univ. Firenze); Antonio Giusti (Univ. Firenze); Jafar Jafari (Univ. Wisconsin-Stout); Andrea Machiavelli (Univ. Bergamo); Mara Manente (Ciset Venezia); Gavino Maresu (Univ. Genova); Alfonso Morvillo (IRAT-CNR); Maria Rosaria Napolitano (Univ. del Sannio); Harald Pechlaner (Univ. Cattolica Eichstaett-Ingolstadt; Eurac Research Bolzano).

 

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