Questo suggestivo testo di Virgilio, rende perfettamente l’idea di come il mare sia uno degli elementi che più hanno caratterizzato l’Italia sotto molteplici aspetti e, dall’inizio del secolo scorso, anche dal punto di vista turistico.
Il turismo massificato nelle riviere, trae infatti le proprie origine dagli anni ’20 quando con l’evoluzione della legislazione sociale e del lavoro (ferie retribuite) si attivano le prime caute forme di turismo sociale in Europa. In Italia l’input decisivo fu costituito dalle colonie marine, soprattutto sull’Adriatico. Prima di allora, nel diciannovesimo secolo, il termine balneare era riferito ai bagni termali e ai soggiorni marittimi
Nel 1934 le strutture per i giovani erano circa 300 e i bambini che vi trascorsero le vacanze estive furono 184.105. Molti di loro vissero il mare per la prima volta, acquisendo stimoli e abitudini che li trasformarono nei turisti balneari degli anni cinquanta.
Per oltre mezzo secolo il turismo balneare ha costituito la tipologia più importante dal punto di vista numerico dei flussi attivati e per l’economia dell’intero settore.
Come tutti i prodotti maturi, s’impone tuttavia una riorganizzazione della complessa filiera che costituisce l’offerta specifica. Si impone in altre parole, un rinnovamento di prodotto al fine di mantenere un posizionamento di mercato rilevante e fronteggiare le nuove destinazioni europee ed extraeuropee.
Oltre a trattare il fenomeno del turismo balneare sul Rapporto sul Turismo Italiano in uno specifico capitolo, Mercury ha effettuato le ricerche relative ai primi due Rapporti sulle Imprese Balneari in Italia per conto del Sindacato Italiano Balneari e da questi pubblicato (prima edizione del 2002, seconda edizione nel 2007).




