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Pur non essendo un "turismo nuovo" il business travel è sicuramente un mercato ove da parte dei consumatori/imprese la sensibilità non è ancora ben accentuata. Si osserva tuttavia un'articolazione dell'offerta attenta alla dinamica dei viaggi d'affari. Pertanto c'è parso fondamentale indicare alcune linee evolutive di questo mercato.
Nel 2001 il business travel in Italia ha superato quota 26,1 milioni di viaggi; di questi il 74% si indirizzano verso mete nazionali, mentre il rimanente 26% si rivolge all'estero. Nel mercato interno circa il 55% della domanda rimane nella propria regione di origine, mentre il restante 45% ha come destinazione una località extra regionale. Anche nel segmento internazionale sono privilegiate le destinazioni di prossimità. I Paesi europei occupano, infatti, il 78% dei viaggi d'affari internazionali.
L'11 Settembre ha, indubbiamente, rallentato la dinamica del viaggio verso mete internazionali di lunga distanza, anche se i comportamenti di consumo verso le altre destinazioni non sono mutati.
Nell'analisi condotta dall'Osservatorio sul Business Travel la domanda si presenta segmentata in base al settore di produzione da cui proviene la richiesta. In effetti il comparto dove si registra il numero più elevato di richieste per viaggi d'affari è il settore della distribuzione commerciale, seguito da quello dei servizi; in entrambi i casi, però, le mete prescelte sono prevalentemente di breve raggio.
Il comparto del business travel non poteva restare estraneo all'evoluzione ed ai i continui mutamenti che coinvolgono il settore turistico: anche le necessità e le esigenze dei clienti d'affari hanno registrato dei cambiamenti, come evidenziato dall'Osservatorio sui viaggi d'affari. La variabile ritenuta più rilevante nella soddisfazione del viaggiatore d'affari è, senza dubbio, il tempo. Per chi si sposta per motivi legati al lavoro è essenziale, infatti, la possibilità di limitare i tempi di attesa e tutti quei fattori che ostacolano lo spostamento. È posta attenzione anche ad elementi quali la garanzia, la sicurezza del trasporto, la puntualità e la velocità nel disbrigo delle formalità di imbarco, la prenotazione ed il trasporto.
Nel caso dell'alloggio, pernottando fuori sede, è la qualità dei servizi a risultare la principale variabile, seguita dal costo e dall'attesa per il check-in ed il check- out nella struttura ricettiva. Dato interessante che emerge dall'indagine dell'Università di Bologna è la scarsa importanza che generalmente le aziende danno alla presenza di servizi per il business nelle strutture ricettive.

Incentive travel
Secondo l'evoluzione che si è verificata negli ultimi anni il sistema dell'incentive assume una grande valenza come momento strategico globale nella gestione delle risorse umane dell'azienda.
A tal proposito è emersa una nuova priorità organizzativa per le aziende: la gestione del "fattore umano". L'obiettivo è diventato quello di migliorare la professionalità del personale integrando le aspettative di chi opera per l'impresa con le esigenze di produttività e di efficienza.
In questa rinnovata visione manageriale le azioni di promozione rivolte alla filiera commerciale, utilizzando le strategie di incentivazione, si propongono di ottimizzare la redditività dell'impresa, attraverso la creazione un clima positivo e propositivo, al fine di migliorare le performance di tutti gli attori coinvolti nella commercializzazione dei prodotti e/o dei servizi.
Il sistema incentive, in particolare l'incentive travel, non è più considerato uno strumento di marketing strategico orientati al mercato, ma assume una dimensione più ampia che include anche la politica di gestione del personale interno. In questo senso il processo di promozione delle risorse umane acquisisce una valenza globale, si coordina e si integra, diventando un momento strategico fondamentale ed una chiave di successo per lo sviluppo dell'attività aziendale.
In tal senso gli obiettivi per cui vengono utilizzati gli strumenti incentive, concepiti come prodotto - servizio, sono: l'ottimizzazione della produttività aziendale, il mantenimento e lo sviluppo all'interno dell'organizzazione attivando competenze specifiche, attraverso l'acquisizione di nuove competenze strategiche; la formazione di nuovo personale qualificato, stimolando al tempo stesso la crescita di quello interno. L'incentive è uno strumento utile anche per qualificare e motivare la filiera promozionale e commerciale sia esterna (rappresentanti) sia interna (dipendenti) all'azienda.
Di conseguenza, se l'incentive si contraddistingue per la sua valenza globale la politica di incentivazione costituisce un approccio articolato e complesso, di fatto in grado di coinvolgere qualsiasi attività aziendale. Tutto questo si traduce nella scelta degli attori della filiera aziendale (interna ed esterna) ai quali rivolgere prioritariamente l'attività di incentive, avendo la consapevolezza che ogni industria (insieme delle imprese di un settore) ed ogni singola impresa presenta una propria strutturazione logica, che orienta in modo diverso le singole preferenze.