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L’Osservatorio Nazionale del Turismo

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mercuryL’Osservatorio Nazionale del Turismo, previsto nell’ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale dall’art. 7 della legge n. 80 del 2005, di approvazione del cosiddetto Decreto sulla competitività, ha avviato la sua attività con l’attribuzione di alcuni incarichi per i quali siamo stati direttamente coinvolti.
Nel numero 1 - 2008 di Turistica presentiamo di seguito la sintesi, aggiornata al 31 gennaio 2008, dei primi due documenti relativi all’Osservatorio delle città d’arte e all’Osservatorio della montagna per i quali sarà utile la collaborazione dei lettori, con le loro critiche ed i loro suggerimenti.Precisiamo che la scelta di pubblicare la sintesi dei due osservatori, del primo dei quali è responsabile Mercury Srl, mentre per il secondo è responsabile il CISET, è autonoma perché i due lavori sono ancora in attesa di validazione da parte del Comitato scientifico dell’Osservatorio. La nostra preoccupazione è quella di evitare un rapido invecchiamento dei dati, che peraltro sono stati predisposti nel giro di due settimane di tempo (dal 15 al 31 gennaio 2008), con l rischio che vedano ridotta la loro efficacia.Presentiamo anche i dati di riferimento ISTAT relativi all’anno 2007 per il periodo gennaio-settembre, presentati alla BIT a fine febbraio di questo anno, con riferimento all’intero territorio nazionale ed al complesso di tutti i turismi.

Il tema delle statistiche del turismo è molto complesso e può essere riassunto in alcuni punti essenziali, dei quali più volte abbiamo parlato nel Rapporto italiano su turismo:

*  le statistiche ufficiali raccolte dagli enti periferici presso le imprese ricettive, che poi confluiscono all’ISTAT, prendono in considerazione solo una parte del fenomeno, perché di fatto non rilevano, se non in una minima parte, quanto avviene nelle abitazioni per vacanza (cosiddette “seconde case”); come è noto queste determinano il maggiore numero di pernottamenti, con un movimento che è stimato più di due volte superiore a quello rilevato presso gli alberghi e gli altri esercizi ricettivi;
*  in realtà il fenomeno delle seconde case è preso in considerazione nell’Indagine campionaria ISTAT su I Viaggi e le vacanze degli italiani, divenuta annuale, per la quale, a inizio marzo 2008, sono già disponibili i dati 2007. Tale indagine campionaria, come più volte provocatoriamente abbiamo detto, è effettuata presso la popolazione ed è più reale rispetto alle rilevazioni presso le imprese ricettive, ma è relativa al movimento dei nazionali in Italia ed all’estero e non considera la componente straniera.
*  Nel contempo le statistiche dell’UIC, ora Banca d’Italia, alle frontiere rilevano, oltre l’outgoing degli italiani, anche il movimento dei turisti esteri in Italia considerando anche il fenomeno delle seconde case. Dunque di fatto sarebbe possibile, con un coordinamento fra le varie fonti, stimare il movimento complessivo nelle abitazioni per vacanza;
* il fatto di non rilevare il fenomeno delle abitazioni per vacanza appare grave perché alcuni paesi concorrenti, segnatamente la Francia, le considerano attribuendo al fenomeno complessivo una dimensione notevolmente superiore. La mancanza di omogeneità è più attribuibile alla sottostima dell’Italia che alla sovrastima della Francia. È anche per questo motivo che la Francia appare come il primo paese turistico al mondo quando in realtà, se si considerano le statistiche presso gli esercizi ricettivi (Eurostat) il movimento attivato dagli stranieri risulta minore di quello rilevato in Spagna ed in Italia;
* altro punto critico è il notevole ritardo con il quale le statistiche sul turismo appaiono perché solo a inizio febbraio 2008 sono stati resi disponibili i dati definitivi ISTAT relativi al 2006, cioè ben 14 mesi dopo la chiusura dell’anno di riferimento. Il fatto è ancora più grave se si pensa che negli anni settanta ed ottanta i dati definitivi venivano pubblicati durante i mesi di maggio o giugno dell’anno successivo. Eppure non era ancora disponibile tutta la strumentazione elettronica che oggi dovrebbe facilitare la raccolta e la elaborazione dei dati!
* Le difficoltà nascono in primo luogo per il fatto che la trasmissione dei dati all’ISTAT da parte di alcune regioni avviene con ritardi notevoli e sempre maggiori, che ovviamente bloccano la pubblicazione dei dati complessivi;
* la composizione delle statistiche ufficiali pubblicate segue standard istituzionali europei che non sempre sono funzionali alle esigenze degli operatori, che, ad esempio, ragionano in termini di tasso di occupazione per camera e non con riferimento al tasso di occupazione dei posti letto;
* altro considerazione rilevante è la discrasia che talvolta si verifica fra i dati ISTAT e quelli delle singole regioni, a causa di errori o di ritardi nella trasmissione dei dati che poi non vengono assorbiti dalle rilevazioni. In tal senso è emblematico quanto è avvenuto per la Puglia ove, per l’anno 2006, sono stati sottostimati 87.325 arrivi e 892.774 presenze, per cui, invece di una grave diminuzione del -4,7 di presenze, come risulta dal sito ISTAT, si verifica il contrario, e cioè un aumento del 3,5%. In realtà dal livello locale sono stati trasmessi fuori tempo massimo i dati base all’ISTAT. La conseguenza non è cosa di poco conto perché si ribalta il giudizio, con effetti sull’intero Mezzogiorno ove le presenze non aumentano più dell’1,8%, ma del 3,1%, così come si verifica anche a livello nazionale, con un aumento del 3,5% e non più del 3,2%. Analoga situazione sembra sia verificata alcuni anni per la Campania, con una sottostima che ci si è portati dietro negli anni successivi. Un ulteriore prova di quanto detto è la provincia di Avellino che, fino al 2006, non rileva le statistiche del comparto extralberghiero per cui tale tipologia di ricettività risulta del tutto assente e presenta valore zero, anche se su Internet è da tempo possibile trovare, ad esempio, molti B&B e agriturismi.

Sulla effettiva capacità dell’Osservatorio nazionale di essere utile esiste qualche ragionevole dubbio per le difficoltà e la separazione in atto fra il mercato degli operatori e delle imprese e l’attività istituzionale e per la contrapposizione, in atto ormai da diversi anni, fra Stato e Regioni, nonché per alcune esperienze negative di governance del recente passato, come il caso del Portale Italia.it e quello del logo turistico del Paese.Se molte sono le contrapposizioni e le sovrapposizioni di attività bisogna avere la forza ed il coraggio di andare oltre, recuperando in tal senso il ruolo strategico dell’ISTAT, anche come coordinatore delle attività, nonché per indagini che mirino ad una visione complessiva ed in tempi utili del fenomeno. Ne trarrebbe sicuramente vantaggio anche lo stesso ISTAT, con il ringiovanimento della sua immagine.L’Osservatorio nazionale del turismo dovrebbe riuscire ad eliminare le difficoltà rilevate ed a fornire indicazioni utili agli operatori, non limitandosi solo a “dare statistiche” sulle presenze e gli arrivi, che comunque dovranno essere disponibili in tempo reale, ma anche e prima di tutto sulle motivazioni e sulle tendenze in corso in rapporto ai vari mercati di origine ed ai diversi turismi.È, tuttavia, nostra convinzione che lo snellimento e l’utilità delle statistiche del turismo possano essere perseguiti solo attraverso un completa telematizzazione del comparto, da realizzare per tutto il territorio nazionale, così come si sta verificato in alcune aree e, in modo parziale, per alcune regioni, che, proprio per questo sono state in grado di presentare, durante il mese di febbraio 2008, le statistiche relative a tutto l’anno 2007, come nei casi della Calabria e del Veneto. Il numero 1-2008 delle rivista comprende anche alcuni interessanti ed originali articoli sulla complessità dei distretti turistici italiani, con un documento presentato dal Ciset (Centro Internazionale di Studi sell’Economia del Turismo) alla 56° sessione dell’ISI (International Statistical Institute) a Lisbona a fine agosto 2007; sulla governance dei Sistemi Turistici Locali in Italia, che come è noto rappresentano una realtà ancora enigmatica e non compiuta; è questo un tentativo, condotto nell’ambito dell’Università di Firenze, di individuare i STL come concentrazioni di imprese specializzate nella fornitura di servizi turistici, secondo la metodologia dei sistemi locali del lavoro.Successivamente si affrontano i temi del Turismo sostenibile europeo e quello delle reti territoriali di pubblico interesse in rapporto alle disabilità, ed alla loro gestione nel campo del turismo e del tempo libero.