Sei qui: Home

La rilevanza economica del settore

E-mail Print PDF
There are no translations available.


La rilevanza economica del comparto è provata dall’attivazione del 10,5% dei consumi interni e del 5% del valore aggiunto; quest’ultimo valore è 2,5 volte quello prodotto nel comparto agricolo-alimentare e vale quasi quattro volte la ricchezza generata nel settore del “tessile, abbigliamento, pelli, cuoio e calzature”, caratterizzante il fenomeno della “produzione della moda”.

In termini di apporto economico il turismo risulta, dunque, più rilevante del fenomeno della moda, ma appare molto meno presente sul piano della comunicazione e dei media.

Se invece di una concezione ristretta e diretta del comparto, si considera l’ economia allargata dei viaggi e del turismo, secondo quanto definito dallo WTTC (World Travel and Tourism Council) la percentuale di PIL attivato dalla domanda turistica totale in Italia si avvicina al 9%. Tuttavia, anche adottando tale concezione, non sono considerate alcune attività, come quelle per investimenti (ad es. la costruzione di un albergo è classificata all’interno del settore delle costruzioni), quelle che le pubbliche amministrazioni svolgono direttamente per fornire informazioni e servizi ai turisti e quelle relative alle infrastrutture ed ai servizi aggiuntivi indotti dalla domanda turistica. Si può ragionevolmente pensare che, considerando anche le attività del tempo libero connesse, il comparto possa incidere sull’economia italiana per valori anche considerevolmente superiori, fino a superare il 15%.

La diffusione del fenomeno del turismo fra i comuni

I comuni turistici nelle regioni

Le attività turistiche sono sparse e diffuse sul territorio. Con riferimento all’anno 2004, considerando per ogni Regioni i Comuni presso i quali è presente almeno una struttura ricettiva, si va da una copertura totale del 100% nei casi della provincia di Bolzano e della Toscana, ad un minimo del 51% della Calabria. Presentano una percentuale inferiore alla media nazionale (71,6%) solo 6 regioni, fra le quali Piemonte, Lombardia e Campania, nelle quali si colloca il 41% dei Comuni italiani; tale concentrazione spinge in basso il valore della media nazionale.

Se invece dell’intera ricettività si considera solamente la copertura alberghiera, il massimo si registra per la Provincia Autonoma di Bolzano, con il 99,1% dei comuni che “possiede” almeno un albergo, seguita da Toscana con l’88,9% ed Umbria con l’83,7%. Le percentuali più basse si rilevano per Molise (33,1%), Piemonte (38,6%), Sardegna (39,3%) e Calabria (39,6%). La media nazionale corrisponde al 53,1%, con otto Regioni che presentano un indicatore minore.