Il registro delle imprese, seppur aggregando alla voce del Ramo I il comparto turistico primario, permette di misurare le attività economiche coinvolte nella filiera del turismo, in un processo di ricerca di visione unitaria del comparto, attraverso la composizione di oltre 40 codici di definizione ATECO 2007, di cui 16 riferiti solo al comparto primario Ramo I. Nel 2006 si contavano 293.379 legate al comparto primario di alloggio2 e ristorazione e rappresentavano circa il 70% del totale, oggi la forbice si è allargata ulteriormente verso le imprese complementari e al 31 dicembre 2010 si contano 383.549 imprese del comparto primario su 631.638 imprese connesse al settore, pari quindi solo al 61% circa, ma con un incremento (+30,9%) comunque rilevante. Si tratta della naturale evoluzione dell'offerta verso i numerosi servizi specifici richiesti dai turisti per le singole tipologie di turismo e di nicchia. Emerge, pertanto, un quadro complessivo che individua quasi 632 mila imprese connesse al turismo, che rappresentano il 10,3% del totale delle oltre 6 milioni di imprese registrate in Italia. Al 31 dicembre 2010, quindi, si contano oltre a quasi le 384 mila imprese di alloggio e ristorazione (60,7% sul totale delle imprese), oltre 145 mila imprese registrate del trasporto terrestre (23%), 2.430 del trasporto marittimo, 376 imprese del trasporto aereo, a cui si aggiungono 29.506 imprese di supporto ai trasporti, 17.578 imprese per le attività ricreative, artistiche e di intrattenimento (2,8%), 1.376 attività registrate di biblioteche, archivi e musei, 42.505 imprese registrate di attività sportive e di divertimento (6,7%), 7.579 imprese registrate di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese. Tre le altre tipologie di imprese registrate, gli stabilimenti termali (218) e le imprese che offrono corsi sportivi e ricreativi (953).
Le imprese turistiche complementariLa crescita delle imprese complementari connesse alla filiera del turismo č riconducibile allo sviluppo di specifici prodotti turistici in risposta alle diverse motivazioni della domanda turistica...
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L'ultimo numero del 2011 esce in un momento in cui si stanno verificando diversi cambi istituzionali che porteranno a nuove nomine governative e a nuove responsabilità.
Speriamo che il turismo continui a essere considerato un comparto chiave dell'economia nazionale così come si è cercato di fare da quando è stato riattivato il Ministro del Turismo, nonostante il grande impegno non abbia prodotto i risultati sperati all'esterno.
Dopo l'approvazione del nuovo Codice del turismo, che di fatto è la nuova legge quadro e rappresenta un riferimento essenziale per tutti gli attori del comparto, le questioni da affrontare sono molteplici; a partire dal più volte annunciato Piano Strategico Nazionale, già realizzato da alcuni Paesi concorrenti come la Spagna nonché da altri quali Dubai.
Peraltro si percepisce la preoccupazione di preservare l'identità nazionale, a fronte della netta prevalenza di abitanti che provengono da Paesi esteri, e la volontà di perseguire una maggiore coesione sociale.
Quando riusciremo a vedere in Italia un prospetto dell'economia del Paese con evidenziato come voce a parte il grande ruolo del turismo?
Al nuovo Governo italiano vogliamo suggerire di fare una grande attenzione al turismo perché ha un ruolo strategico nella nostra politica e nella nostra società, che va ben al di là di quanto appare nelle statistiche ufficiali nella nostra economia: il turismo è la più grande attività privata esistente in Italia, quella dalla quale le altre traggono il maggiore valore aggiunto.
Il Rapporto sul Turismo Italiano, giunto alla diciassettesima edizione, propone alcune significative novità sia sul piano della struttura che su quello dei contenuti. Pur nel rispetto della continuità con una tradizione ormai ultraventennale, che rappresenta un punto di forza di una pubblicazione divenuta uno dei punti di riferimento per il settore, si è ritenuto opportuno procedere a tali innovazioni per garantire un ulteriore miglioramento nella fruibilità e nella validità scientifica del lavoro. A tal fine, alla Mercury, già da anni impegnata nella produzione del Rapporto, si affianca da quest'anno l'Istituto di Ricerche sulle Attività Terziarie (IRAT) del CNR, che mette a disposizione del progetto un sistema di competenze e di professionalità accumulato in anni di ricerche sviluppate su tematiche turistiche in ambito nazionale ed internazionale. Un primo elemento di novità è rappresentato dalla scelta di proporre una periodicità annuale, per venire incontro all'esigenza di offrire un aggiornamento più frequente delle informazioni su un settore dove i cambiamenti diventano sempre più veloci ed imprevedibili.